Si vede che non era Destino di Daniele Petruccioli

02.03.2026


La protagonista di questa storia prima è una bambina e poi una donna. Prima non riesce a comprendere l'enigma della sua gravidanza, poi la stranezza di suo figlio. Una bambina che per amore dei genitori rinuncia alle proprie visioni e una donna che per amore del suo uomo le ritrova. Questa bambina, questa donna, si chiama Maria.
Seguendo una prospettiva delicatamente laica e dando voce femminile alla sua scrittura, Daniele Petruccioli riesce ad accostarsi al mistero senza cadere nelle facili suggestioni dell'irrazionale per ripercorrere, in modo inedito, una delle vicende cardinali della cultura occidentale: dall'annunciazione alla crocifissione. 

                                          Recensione

Con "Si vede che non era destino" Daniele Petruccioli racconta una storia "sacra" riuscendo meravigliosamente ad esulare la venerabilità ponendo i protagonisti in una dimensione umana e contemporanea, creando le condizioni per far emergere fragilità, dubbi e incertezze che esprime sviluppando una forma di linguaggio incline a quell'amore profondo per la parola che, ricercata e raffinata, si pone in ascolto di chi legge assumendone un significato intimo e personale.

L'autore fa esprimere la sua protagonista attraverso una voce incapace di nascondere la sua età e che, nella sua innocenza, delegittima l'importanza del suo ruolo rivolgendosi con timore e attrazione verso una condizione sconosciuta e destabilizzante, perchè fondamentalmente minata dalla sua incapacità di credere in maniera autonoma e non vincolata dagli altri : in questa presa di coscienza "adolescenziale", tra inconsapevolezza e coraggio, Maria abbraccia quel Destino accettando quel figlio "particolare" che voleva pensare speciale, in un rapporto tra alti e bassi dove l'autore centralizza il bisogno di capire qualcosa che non si accetta dove, se da una parte c'è un problema, dall'altra non corrisponde mai quel limite che rende difficile e complesso un legame madre-figlio che si erge universale nella complicità e nell'incomprensione.

Già dalla copertina del libro si può evincere l'importanza per l'autore di porre al centro del romanzo la figura femminile: una donna che nasce bambina e cresce compiendo un evoluzione caratteriale così significativa che senza dubbio vale la pena di assistere da un angolazione del tutto umana e particolare per comprendere al meglio un amore incondizionato, non figlio tanto del Mistero, ma maturato nell'inadeguatezza e nel rimpianto che non svilisce ma anzi rafforza una donna che vive e soffre (anche fisicamente) una nascita raccontata con sincerità e dolcezza.

Daniele Petruccioli (che seguo con stima e amicizia) con coraggio intellettuale in questo romanzo si cimenta in una sorta di traduzione al femminile di una controstoria, un viaggio nel Mistero che attrae in maniera coinvolgente il lettore con una lettura "laica" e fuori dai canoni tradizionali che con "autenticità" ripercorre episodi biblici tradotti con più realisticità grazie all' estraneità dell'autore che, senza giudizio o enfasi, racconta solamente una verità vissuta da una Madre.

Un romanzo confidenziale costruito anche sulla coralità di un Amore condiviso tutto al femminile che, nell'intimità di una prosa laica, armonica e persuasiva, si affida ad una sola voce che, tra frasi spezzate e brevità di pensiero, supporta quella struttura narrativa volta a "dissacrare" la figura di Maria che vive la sua diversità fino a renderla vulnerabile, capace di esprimere solo se stessa di fronte al Mistero di una nascita tanto speciale.


Daniele Petruccioli è nato nel 1970 a Roma, dove vive. Dopo essersi diplomato all'accademia d'arte drammatica "Silvio D'Amico", per anni si è occupato di teatro. Laureatosi poi in lingue all'università "della Tuscia" di Viterbo, dal 2005 collabora con diverse case editrici come traduttore e revisore da portoghese, francese e inglese, e come editor di letteratura italiana. Insegna Traduzione editoriale e Teoria della Traduzione all'università "UNINT" di Roma. Ha esordito con il volume di poesia Sonderkommando (Zona,2007) e ha pubblicato articoli e saggi sul tradurre come Le pagine nere (La Lepre, 2014), racconti e romanzi tra i quali ricordiamo La casa delle madri (Terrarossa Edizioni,2020) con il quale è entrato nella dozzina del Premio Strega e (sempre per Terrarossa Editore) Si vede che non era destino nel 2023 (Premio Letterario Basilicata).

Altri Romanzi di Daniele Petruccioli :

La casa delle madri  ( LEGGI LA RECENSIONE )

Share
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia